Testimonianze Alumni

Ai tempi dell’università la parola “Protocollo” è divenuta a me familiare con l’ingresso in laboratorio che ha segnato l’inizio della parte sperimentale, tanto attesa. Non solo protocollo per una buona riuscita dell’esperimento ma in primis protocollo per definire le regole di collaborazione e lavoro all’interno della piccola comunità lab. Ora nella mia vita professionale, specie al tempo del Covid-19, ritorna la parola protocollo, ma con maggiore esperienza, per prevenire e garantire la sicurezza ad una comunità più estesa, la nostra comunità!

Silvia VolpiBiologa Nutrizionista

Desideroso di fare un’esperienza da fuorisede, ho trovato nell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo una realtà a misura di studente, vivibile, accessibile, perfetta per laurerarsi. Qui ho potuto studiare con passione la materia che mi appassiona da sempre, l’archeologia, scoprendo al contempo nuovi interessi, come quello per l’archivistica. Studiare all’Unitus è stato un fondamentale momento di crescita, fatto di opportunità, persone, amicizie e affetti.

Salvatore SindoniDottorando in Archeologia presso l’Università degli Studi della Tuscia

La mia esperienza universitaria è iniziata già prima della maturità, quando ancora liceale, fermamente convinta ad iscrivermi al corso di laurea in Archeologia, da Roma decisi di recarmi a Santa Maria in Gradi per fare il test d’ingresso. Non avrei mai pensato che quella scelta mi avrebbe permesso di vivere l’esperienza più entusiasmante della mia vita. Iscrivermi all’Università della Tuscia è stato come entrare a far parte di una famiglia, una famiglia grazie alla quale sono cresciuta professionalmente, ho raggiunto importanti obiettivi e dove spero di trascorrere ancora molto tempo, continuando a frequentare e a vivere ancora quei luoghi che mi hanno accolto a braccia aperte otto anni fa.

Claudia SorrentinoAssegnista in archivistica e tecnologie applicate alla valorizzazione dei beni culturali

Prima ancora di iscrivermi all’università ero certa di una cosa: volevo diventare archeologa. All’inizio l’università della Tuscia era “l’alternativa da provare”, per allontanarmi dal caos di Roma, per non sentirmi solo un numero, per fare una nuova esperienza. Tempo una settimana di corsi, mi sono sentita nella giusta direzione. Sì, avevo scelto l’indirizzo di studi adatto a me. Tempo un mese, mi sono sentita a casa. Dopo un anno, mi sono trasferita in città. Negli anni trascorsi all’Università della Tuscia non ho collezionato “solo” due Lauree (triennale e magistrale), ma esperienza, professionalità, amicizie e ricordi. Con l’Università della Tuscia sono cresciuta e mi sono affacciata agli studi all’estero, al mondo del lavoro e alle esperienze professionali più sicura e capace di quanto potessi desiderare.

Miriam NotoDottoranda in Storia e Geografia presso l’Università di Valencia

La storia della mia esperienza come studentessa all’Università della Tuscia inizia per caso nel lontano autunno del 1997 quando arrivai a Viterbo per iscrivermi alla facoltà di Beni Culturali spinta dalla passione per l’arte e per l’archeologia. Trovai subito un ambiente familiare e vivace, un fermento culturale stimolante e coinvolgente, un posto ideale per accogliere e far crescere i giovani che come me avevano tanti progetti per il futuro e tanti sogni da realizzare. Ancora oggi, a distanza di anni, dopo la laurea e i corsi seguiti, i seminari, i convegni, le conferenze, gli scavi archeologici e le numerose iniziative alle quali ho avuto il piacere e l’onore di poter prendere parte, sono certa che non potrò mai rompere il vincolo che mi lega a questa importante realtà universitaria che è stata e continua ad essere il punto di riferimento per la mia formazione professionale.

Sabrina SabatiniArcheologa

Ho frequentato l’Università degli Studi della Tuscia negli anni in cui nasceva la Facoltà di Lingue. Luogo di incontri importanti, ricordo quegli anni con infinita gratitudine per i miei Maestri e con la nostalgia per le tante belle relazioni che da quegli anni hanno avuto origine. Poi ci sono le impressioni e i ricordi. La strada ancora sterrata che percorrevamo, la struttura nuova di via S. Camillo de Lellis, attuale sede del DIBAF, l’aula magna dove seguivamo le lezioni delle materie più affollate… la stessa dove nel novembre del 1990 raccolsi i frutti del percorso: 110 cum laude e i complimenti dei docenti presenti. Un lungo cammino quello del “nostro” Ateneo da quegli anni. Un cammino che cercheremo di sostenere con l’Associazione Alumni. 

Clara Vittoridirigente scolastico del Liceo Ginnasio Mariano Buratti di Viterbo, classico e linguistico

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